Oggi vi racconto due episodi che hanno molto in comune e che sarebbero potuti diventare la notizia di apertura di tutti i telegiornali ma di cui, invece fortunatamente, nessuno (o la maggior parte di voi) ha sentito parlare.
Lo scorso 21 Ottobre, un Boeing 767 della Delta Airlines con destinazione l’aeroporto di Hartsfield, Atlanta, è atterrato sulla corsia di rullaggio parallella alla pista. Fortunatamente non ci sono state conseguenze nè per i 193 passeggeri e l’equipaggio a bordo nè per altri velivoli in quel momento presenti ad Hartsfield, sicuramente grazie alla buona sorte e complice l’orario prima dell’alba.
Ecco un’immagine della pista 27R (destra) e della via di rullaggio come si presenta da Google Earth:

Tra le cause del possibile incidente sicuramente la stanchezza dei piloti, al termine di un lungo volo over-night (notturno), un’emergenza medica a bordo ed il cambio di pista assegnata per l’atteraggio all’interno dei marker (cioè nella ultimissima fase della discesa) verso una differente pista priva di luci per l’avvicinamento (da non confondere con le luci che illuminano la pista vera e propria).
Nonostante il colore differente delle luci, blu per le vie di rullaggio e bianche per la pista, nessuno dei due piloti si è accorto dell’errore in corso ed il Boeing 767 non ha abortito la pericolosa manovra in atto proseguendo nell’atterraggio.
Le comunicazioni tra gli “uomini-radar” ed i piloti nella delicata fase di atterraggio sono sicuramente un fattore di rischio ulteriore. Certamente il controllore di Atlanta, a meno di non aver commesso un errore, avrà avuto le proprie buone ragioni per cambiare la pista autorizzata al volo Delta Airlines, ma non è difficile immaginare questo equipaggio al termine di un lungo turno notturno, nella fase più critica del volo, in condizioni di scarsa visibilità, con un improvviso carico di lavoro ulteriore (e quindi stress) per ri-pianificare l’atterraggio con conseguente riconfigurazione per una una pista differente.
Cosa può aver spinto il controllore a cambiare nelle ultime miglia la pista in uso al Boeing? Improvvise e differenti condizioni nel vento che non rendevano più sicura la pista precedentemente assegnata? Ma in questo caso sono maggiori i rischi di un cambio di pista a pochi minuti dal touch-down oppure un vento di cosa eccessivo? Forse la pista è stata cambiata per problemi di traffico a terra? Anche prima dell’alba l’aeroporto di Atlanta, hub della Delta, è sicuramente tra i più trafficati. O forse, secondo altre voci, per permettere uno sbarco della persona colta da malore in tempi più rapidi, essendo la pista assegnata più vicino al terminal.
Sicuramente sarebbe utile indagare più a fondo su questo aspetto e non dubito che qualcuno lo stia facendo.
Quanto accaduto mi ricorda un incidente simile avvenuto nel Giugno 2006 , quando un Boeing 737 della TNT in atterraggio a Notthingham per poco non si schiantò al suolo, strisciando l’ala e perdendo un carrello, perchè il pilota in comando, a poche centinaia di metri da terra, disconnesse accidentalmente il pilota automatico attivando il microfono per rispondere ad una comunicazione del controllore, rilevatasi successivamente ininfluente per l’equipaggio.
Fortunatamente, entrambi questi eventi non hanno avuto conseguenze gravi.
Un’incidente non si verifica mai per una sola causa: esiste sempre una serie di cause che porta all’incidente. Quando la catena degli eventi non viene spezzata, purtroppo, si verifica il disastro. Nel caso del 737 fu il controllore a dare inizio a questa catena. I piloti non spezzarono la catena effettuando un go-around, cioè riportando l’aereo ad una quota di sicurezza, una volta persa la configurazione ottimale per l’atterraggio.
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